martedì 17 dicembre 2013

Capitolo quattro: Frammenti dalle fiamme

Osservare la vita da una vetta alta tutto sembra così piccolo e insignificante, mentre se si è in basso ogni cosa sembra più rigogliosa e splendente. Era un piccolo frammento buttato a mezz'aria: spinto dal vento osservava tutto in modo reale, avvicinandosi a ogni piccolo sfavillo che la toccasse, come la luna che da punti diversi poteva apparire immensa o microscopica... vedeva ciò che doveva essere visto, lo osservava e lo capiva, ogni cosa, tranne una... Forse spinta dall'amore venne annebbiata e la luna continuava a mostrarsi calante.
Quel giorno ci fù un incendio, fuoco fiamme e fumo che tutt'ora le annebbiano la vista e la testa. "Helya Luna la ragazza sopravvisuta al terribile incidente dell'7 luglio 1987"; si diceva fosse stata miracolata ma la verità era ancora nascosta da quelle ceneri.
Qualche anno prima, quando i fiori stavano per sbocciare e il freddo era ancora nelle orecchie di chi osava uscire in tempesta, la giovane Helya Luna si accorse che ciò che provava ormai da anni non era un semplice affetto famigliare, bensì molto di più; lei era la mezzana della famiglia: i suoi genitori erano morti in giovane età in un incidente d'auto, causato da un ubriaco che si era messo alla guida, quindi ciò che le restava era solo il fratello maggiore e la piccola sorellina, con la quale, però, non andava molto d'accordo.
Elia era il giovane dai capelli lunghi, viso femminile e mani affusulate; come la sorella aveva la carnagione pallidissima e gli occhi scuri.  Miranda era la sorellina minore, aveva un anno in meno di Luna ed erano opposte, Helya amava la tranquillità e il silenzio, era timida, riservata, e preferiva fare le cose di nascosto... si chiudeva in se stessa e non parlava quasi mai con nessuno, tranne che con Elia; esso essendo il maggiore, con ben 11 di differenza dalla più piccola, si era comportato da padre nei confronti delle due sorelline, poichè i genitori erano venuti a mancare quando Miranda aveva solo 1 anno e mezzo; e questo aveva spinto le due sorelle ad avere una sorta di affetto profondo nei suoi confronti, un affetto che, però, tra le due provocò solo odio e rivalità.
Miranda era solo una ragazzina viziata e vanitosa, non era veramente interessata al fratello, ma per infastidire la sorella che aveva un sentimento molto profondo nei suoi confronti, voleva stargli attaccata, insomma, per dimostrare d'esser sempre la migliore e d'aver la meglio anche nei sentimenti del fratello... ma non era così, per quanto Elia potesse mostrare più attenzione alla più piccola, giustamente, aveva un forte impulso, forse di tipo fisico, nei confronti di Helya.
Tutto procedeva nella norma in quella strana famiglia fino al giorno del compleanno di Elia...Luna aveva ormai 14 anni, e dopo anni e anni spesi a disperarsi e a piangere nella speranza che il fratello notasse il suo amore, decise di provare a uscire con un ragazzo diverso da lui, per cercare di non pensarci più... a quei tempi non aveva la certezza di amarlo, pensava solo gli fosse molto affezzionata, come un normale fratello a una sorella... niente di più, ma da li a poco si accorse che ciò che temeva da sempre si era avverato: lei lo amava.
La sera stessa, dopo esser tornata dall'appuntamento con l'altro ragazzo si recò in camera del fratello con uno sguardo cupo, era molto tardi, lui dormiva ma lei entrò comunque, si avvicinò al suo letto e sussurrò quasi tra se e se: "Sono pronta!". Elia aveva il sonno leggero, così si svegliò quasi spaventato e le domandò: "Che ci fai qui?" Lei impacciata rispose:
"Sono uscita con un ragazzo stasera, ma..."
Lui la interruppè subito: "Non mi dire che..."
"No..."
"Per fortuna, volevo essere io il primo..."
Il cuore della ragazza batteva all'impazzata, era pronta a dire tutti i suoi sentimenti, ma non essendo ancora certa di amarlo voleva vedere se lui mostrava gelosia e se era ricambiata... tutto sembrava positivo, stava per tirar su un sospiro di solievo e incominciare a calmarsi... fino al momento in cui...
"Quando vogliamo andarci?" - esclamò lui accendendo la luce.
"mhh...?" - rispose lei confusa.
"Al ristorante nuovo, temevo davvero che ci fossi andata prima di me, per fortuna mi sbagliavo; Ad ogni modo com'è andato l'appuntamento?"- sorrise.
A lei scese una lacrima: "Bene."- e calò il silenzio nuovamente.
"Non sembra, non sei felice, prima lo sembravi... ho forse detto qualcosa di sbagliato, se vuoi possiamo andarci insieme nel nuovo ristorante, ma non puoi andarci prima di me!" - rispose con tono calmo e sereno ignaro di ciò che stesse per accadere.
"No, non è questo... è che..."
"Dai, se non è andata bene con questo ragazzo, il prossimo potrebbe essere migliore, non ti abbattere, anche io sto uscendo con una ragazza, in realtà stiamo insieme già da un pò, ma non dirlo, è un segreto..."
"Il prossimo...?! Non ci sarà mai un prossimo!!!!!"- esclamò un pò alterata quasi in lacrime.
"Ehi, piccola vieni qui, sospettavo non fosse andata bene, non ti preoccupare, non sai cosa si perdono, la mia piccolina è splendida, è brava in cucina e ha un cuore d'oro, stai tranquilla se ne pentirà."
"INVECE E' ANDATA BENISSIMO!!! Sei tu che non capisci..." - urlò arrabbiata.
"Non urlare, così svegli Miranda!"- rispose alterato.
"Non mi interessa di quella stupida, siete tutti così crudeli, io soffro tanto...A te interessa solo di quella bambina capricciosa... e a me ci hai mai pensato?"
"Prova a raccontarmi quello che non va, se c'è un problema ti ho sempre aiutato a risolverlo come aiuto lei..."
"E' proprio questo che non capisci, io non voglio essere trattata come lei, tu per me sei importante...! Io credo di ..."- in quel momento si sentì aprire la porta, era la sorella minore, che li interruppe:
"Ehi bambolina smettila di ocheggiare, è tardi e le principesse devono dormire se vogliono avere una bella pelle, giusto Elia?"- esclamò Miranda avvicinandosi al fratello e siedendosi in braccio a lui con aria seducente.
"Scusaci, a tua sorella è andata male la serata, torna a dormire, anche se non hai bisogno di ciò per avere una bella meravigliosa..." - rispose sorridendole a abbracciandola.
"Obhè lo so, sono la più bella della famiglia, dopo te naturalmente... o forse siamo alla pari..." - esclamò la più piccola avvicinando la sua faccia a quella del fratello.
"BASTA!!!! Miranda te hai già capito tutto, lo so... e nonostante questo continui a comportarti in questo modo per darmi fastidio.... IO TI ODIO! Non riesco a sopportare tutto questo...!"- esclamò arrabbiata Luna.
"Ehi è mia sorella, io scherzo, come faccio con te... solo che lei è più espansiva, non ti arrabbiare!"- rispose cercando di tranquillizzarla.
"Anche io ti faccio uno scherzo fratellone..." - e con aria disinvolta la piccola Miranda sfoggiò un bacio al fratello, poi con aria di superirità si incamminò verso la porta... " Ah dimenticavo, stupido... non vedi che è cotta di te?!" - aggiunse e se ne andò.
"Va bhè, vorrei tornare a letto, dimmi perchè sei venuta qui a quest'ora?" - esclamò il fratello rivolgendosi ad Helya.
"Non ha più importanza oramai..." - e scappiò in lacrime lasciandosi cadere a terra.
"Non mi dire che...? Stava scherzando nostra sorella dicendo l'ultima cosa... vero?"
"NO!!!! Io ti amo, ti ho sempre amato, anche quando ero piccola, non ne ho mai avuta la certezza, ma stasera ho avuto la conferma di tutto: ero a cena con il ragazzo con la quale mi ero data appuntamento, lui era gentile, di bell'aspetto, ma vedevo te in tutto ciò che faceva, e nel momento in cui mi invitò a casa sua per passare la notte io vidi il tuo viso, non il suo, così lo seguii, eravamo in casa sua, nel suo letto, le luci erano spente, in quel momento per me era più facile immaginarti al posto suo, ma quando mi toccò, non era uguale, tu hai delle mani dolci, lui no, scoppiai a piangere e scappai fuori, non mi interessa nessun'altro, so che è un amore impossibile ma non posso vivere senza starti accanto, e se questo significa amarti in silenzio e soffrire non fa nulla... ma avevo bisogno di dirtelo, so che hai una ragazza ma vorrei che capissi che tutto quello che ti dico viene dal mio cuore..."
Lui rimase profondamente colpito, ma non disse nulla se non: "Quindi prima non intendevi il ristorante, e ora hai pianto perchè Miranda mi ha salutato con un bacio a stampo, io e lei scherziamo, pensavo anche tu ti comportassi in tal modo ma mi sbagliavo... mi dispiace."
Lei non rispose, era evidente il rifiuto e andò in camera sua a piangere.
Passarono ben due giorni, tra i due non correva alcun suono, Miranda faceva da tramite con qualche dispetto ma entrambi non ci facevano caso ed erano taciturni, quella mattina Helya vide Elia a braccietto con la sua ragazza, una ragazza dai capelli scarlatti, alta bella e dell'età del fratello, probabilmente frequnetava i suoi stessi corsi, e si rasseggnò al rifiuto, soffrendo e abituandosi all'idea di dover farlo per sempre. Era la stessa sera, per placare il silenzio Luna preparò una cena degna della nobiltà, la offrì al fratello e alla sorella e seduti al tavolo iniziarono a mangiare, nessuno disse nulla e Helya era troppo timida per parlare difronte alla sorellina minore, così decise di farlo dopo cena.
Quella sera Miranda doveva uscire in compagnia, i due erano a casa da soli, era il momento buono per scusarsi, infatti Luna andò nuovamente in camera del fratello.
"Scusa per..." - non fece in tempo a finire la frase che il fratello le piombò addosso, l'abbracciò e incominciò a baciarla, tutto ciò per lei era davvero inaspettato, ma il fato sapeva che lui era da sempre attratto dal suo aspetto, non riuscì a farne a meno e così finirono a letto insieme.
Nessuno dei due disse nulla, lei lo stringeva forte a se e lui cercava di mantenere un pò il distacco.
"Era la prima volta?"
"Si!"
"Mi dispiace!"
"Per cosa?"
Lui non rispose. L'abbraccio fortissimo e le sussurrò nell'orecchio:
"Non dire nulla di questo a nessuno, sarebbe uno scandalo, ci ucciderebbero, non può funzionare."
"Okey, non è un problema."
Luna però era ancora triste, ogni tanto i suoi occhi buttavano giù qualche goccia di tristezza ma si sentiva sicura accanto al suo amato fratello.
"Va via! Miranda potrebbe tornare da un momento all'altro" - esclamò lui.
"Solo per stanotte, posso restare accanto a te?"
"NO! Potrebbe scoprirci e la conosci tua sorella.!"
"Ti prego..."
"Vattene subito!"- ... e così lei fece, un pò triste tra qualche singhiozzo lo salutò, non si sentiva amata anzi tutto era in un baratro di tristezza inspiegabile.
I giorni seguenti, per più di un anno coninuarono tra giorni di passione e giorni di silenzio, tra bugie nascoste alle persone vicine e lamenti di dolore da parte della giovane Helya fino al giorno in cui tutto ebbe inizio...
La luna era alta nel cielo era il 1 Luglio 1987, Helya era in bagno e mentre faceva la doccia, si accorse di perdere sangue in una parte molto intima così si informò chiedendo a un medico e gli rispose che poteva essere incinta, sarebbe stato uno scandalo, un figlio nato tra fratello e sorella, così tacque e non disse nulla a nessuno, ma anche la pancia si era gonfiata e dai dati visibili da li a poco doveva nascere. La sera successiva Helya era seduta sul divano, Miranda era in camera a studiare e Elia si avvicinò alla sorella baciandole il collo...
"Hey piccola, ieri sera non ti ho visto sotto le mie coperte, che ti succede? Forse non vuoi più offriti a me?" - disse lui con voce seducente all'orecchio della sorellina.
"No non è così." - rispose con aria malinconica.
"Bisogna recuperare... veini qui, Miranda è impegnata e in questi anni non si è mai accorta di nulla..."
"Non mi va."
"Vuoi forse, che per errore questa mano finisca sul tuo dolce visetto?"
"Ti prego."
Lui incominciò a picchiarla...
"Mi sono stancato dei tuoi capricci... i tuoi genitori dovevano portarti con te a morire... Prima mi desideri poi smetti di offrirti a me... Ricordati che ti ho tolto la purezza e non potrai riaverla, ormai sei mia."
"Tu stai con un altra donna, è meglio finire tutto qui una volta per sempre."
"Ti piacerebbe piccolina... quella stupida della mia ragazza non si è ancora offerta e io devo sfogare i miei bisogni su qualcuno."
"Non voglio più essere io."
Gli tirò un altro schiatto, che le provocò sangue al naso.
"Non sei tu a scegliere, non mi ami più forse?"
"No, non è affatto così, sarò sempre innamorata di te, ma non è il momento per favore, ti arrabbieresti."
"Ahhh, forse ti sei svenduta a un altro uomo è?! Dico bene, stupida bambinett..."
"NO! Non è affatto così, io ti amo, ma..." - interruppe lei.
"Sei stufa di essere sfruttata dal tuo fratellino che ti ha cresciuto? E' questa la riconoscienza che mi offri? Sicuramente Miranda potrebbe darmi di meglio..."
"No, ti prego, non andare da lei, va bene... fa di me ciò che vuoi!"
"Così ti voglio sorellina, stai tranquilla ci pensa il tuo fratellone!" - Così non perse tempo, passo la mano in mezzo alle gambe della giovane, strisciò e trapassò i vestiti quando si accorse che c'era del sangue...
"Che succede?"
Lei continuava a piangere senza rispondere alla domanda del fratello.
"Luna rispondimi!" - il suo sguardo si era calmato, era diventato serio e quasi dispiaciuto. "Ti ho ferito? Ti ho fatto del male oltre il sangue al naso e lo schiaffo, male che non volevo farti?"
Lei continuava a singhiozzare e a tacere.
"Rispondimi!"- e la percuoteva.
lei lo guardò negli occhi e con aria disperata gli rispose...
"Sono incinta!"
Lui rimase fermo per qualche secondo, immobile e in silenzio, poi si avvicinò a lei e gli disse:
"Non è un problema allora!" - con voce quasi amichevole, come se avesse capito e voleva tenere con lei il segreto... ma non era così; di prepotenza la violentò, quella sera continuò per più volte fino a quando lei perse i sensi.
La mise a letto e se ne andò a dormire.
La mattia seguente lei non si alzò dal letto, era ancora immobile, perdeva sangue, tantissimo sangue, lui non fece altro che cambiare le lenzuola e la lasciò li; disse alla sorella che era stanca e voleva dormire ma Miranda non era stupida e nel giro di due giorni si informò.
La sera stessa Helya vennè portata d'urgenza in ospedale, era in coma, aveva perso troppo sangue, questo però costava a Elia delle spiegazioni, se qualcuno avesse scoperto che lei era incinta, nel paese piccolo dove si trovavano avrebbero subito scoperto la verità ed entrambi si sarebbero trovati in grossi guai, così dopo qualche giorno, quando Luna si era ripresa ed era tornata a casa, Miranda raccontò ad Elia che aveva già scoperto tutto e che doveva in qualche modo evitare lo scandalo.
Helya era traumatizzata da tutto ciò, non parlava più, ma continuava a provare sentimenti forti e profondi per il fratello, dopo tutto lo amava ancora e non voleva mollare, voleva lottare per lui. Così ecco che venne il 7 Luglio del 1987, quella mattina Elia chiese a Luna di venire con lui nella casa in montagna dove i loro genitori passavano le vacanze da piccoli, ignara del suo destino, lei ingenuamente si fidò, lo seguì e li lui la persuase  nuovamente con gesti e parole dolci e passionali.
"Aspettami qui, andrà tutto bene, vado a prendere qualcosa da mangiare per stasera e torneò da te, ho deciso che il nostro amore non deve finire, tornerò da te e staremo insieme per sempre, te lo prometto." Lei era così felice di questa frase, per la prima volta dopo tanti anni finalmente era convinta d'essere ricambiata e che tutti questi anni di sofferenza fossero stati ripagati ma non era così... infatti appena Elia uscì di casa ricopri tutto di benzina e poi diede fuoco per eliminare ogni traccia della sorella facendolo sembrare un incidente... Luna si salvò, l'incendio venne spento alle 23.07, Helya venne trovata seduta dove suo fratello l'aveva lasciata, con la faccia tutta sfregiata, quasi irriconosciobile... ma era viva, forse la Luna voleva salvarla, e il suo destino non era questa fine misera in balia dei sogni e dell'emozioni, lei doveva imparare a lottare e ad affrontare la realtà, così ignara dell'accaduto, credendolo anche lei solo un incidente cercò di tornare dalla famiglia, ma entrambi non abitavano più nello stesso posto, non voleva credere veramente che lui fosse scappato con la sorella, voleva sperare che lui fosse morto nelle fiamme per salvarla ed era insieme alla cenere di quella casa, e che la sorella per paura d'esser trascinata in qualche orfanatrofio fosse scappata, ma sapeva la verità, era così ovvia anche se nessuno voleva mostrarla. Quella notte sotto le stelle, nella coperta tanto amata dal fratello si stringeva le braccia, sperando che un giorno sarebbe riuscita a trovare il fratello per chiedere spiegazioni e chissà magari per passarci davvero il resto della sua vita... La luna la osservava dall'alto come se la volesse guidare verso la strada del suo destino, così si addormentò speranzosa di un nuovo futuro, nonostante il passato difficile.



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